CORONAVIRUS: The support of the Italian Association in Shanghai and of doctors to the Italian community

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There video testimonianza del dott. Luca Pensabene, medico specializzato in chirurgia di urgenza e pronto soccorso che vive e lavora a Shanghai

Cristina Corsini vive a Shanghai dal 2013 ed è la presidente dell’Associazione Italiani a Shanghai. “Arrivata nella città cinese per fare networking fra gli italiani ho creato delle chat su WeChat dalle quali emergevano varie necessità, richieste di informazioni, di supporto. Da qui l’idea, nel 2016, di dar vita all’Associazione Italiani a Shanghai.”

Cristina Corsini

Con lo scoppio del nuovo Coronavirus, l’infezione responsabile dell’epidemia di polmonite che ha avuto origine nella città di Wuhan nella provincia di Hubei, che ha colpito tutta la Cina e il resto del mondo, l’Associazione Italiani a Shanghai ha stilato, in collaborazione con i medici italiani che lavorano nella citta’ asiatica, un vademecum per fare in modo che “la consapevolezza potesse rendere le persone più sicure e tranquille”, spiega Cristina Corsini. Nel vademecum ci sono contatti, compresi quelli dei cinque medici italiani che lavorano a Shanghai, utili in caso di bisogno e link per restare sempre aggiornati.

“La situazione sta evolvendo – si legge nel vademecum – al momento quello che si può fare è restare calmi e praticare precauzioni per evitare il contagio” .

Oggi in Italia la situazione è drammatica anche vista dalla Cina- racconta – Ci sembra di vedere la tragedia di Wuhan riproposta in Lombardia. Il Governo cinese sta riuscendo a contenere l’epidemia (perché non è ancora sconfitta e non è finita) grazie alle misure draconiane che sono state prese. Quarantena obbligatoria, chiusura delle scuole e delle università, dei luoghi di attrazione turistica, cinema, teatri. In questo periodo sono rimasti aperti solo i negozi di prima necessità.

Qual è oggi la situazione?

E’ abbastanza tranquilla. Piano piano gli esercizi commerciali stanno iniziando a riaprire, come qualche parco e centri sportivi che devono comunque seguire delle precise direttive. Per quanto riguarda le scuole ancora non è stata prevista la riapertura.Abbiamo sempre l’obbligo di indossare la mascherina quando usciamo.Adesso il problema principale sono gli expat che rientrano dall’Europa, infatti i nuovi casi a Shanghai sono casi importati. Per chi arriva è obbligatoria la quarantena.

Qual è il suo messaggio?

Se si vuole combattere il virus bisogna stare isolati e rispettare alla lettera le regole di prevenzione.

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