L’ansia al tempo del CoVid-19: i consigli dello psicologo

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A cura di

Dott.ssa Sabrina Suma (Clinical Psychologist- Human Relations Institute and Clinics- Dubai)

La Comunità Italiana ed il mondo tutto, si trova ultimamente ad affrontare un momento difficile e delicato, dal momento che quella che sembrava essere un’emergenza sanitaria critica e circoscritta, è diventata in breve tempo un’emergenza globale.

L’11 marzo del 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha ufficialmente dichiarato il Covid-19, meglio noto come Coronavirus, una pandemia ed ha invitato tutti gli Stati ad adottare misure collettive rigide ed eccezionali, nella speranza di riuscire a contenere ed arginare al più presto il problema.

La situazione è ancora più delicata nel caso di coloro che vivono all’estero, i cosiddetti expat.

Infatti, alla preoccupazione personale, in questo caso, si è aggiunta  la preoccupazione per la vulnerabilità dei propri cari lontani, che in questo momento si trovano in isolamento.

E così, vissuti altalenanti di ansia, paura ed impotenza, mandano in tilt anche le capacità di resilienza più elementari ed il contatto con la componente adattiva delle nostre emozioni viene a mancare.

Sebbene infatti la paura è vissuta nella sua accezione più negativa, in realtà rappresenta una delle emozioni primarie più importanti per l’essere umano; quest’ultima, se vissuta ed espressa in maniera equilibrata, risulta fondamentale per la nostra sopravvivenza; tuttavia se l’esposizione ad un pericolo è prolungata, oppure se la causa della nostra paura è scatenata da una fonte a noi sconosciuta o difficile da controllare, come  nel caso del Coronavirus, la nostra reazione rischia di divenire esagerata ed inappropriata.

Il limite tra un’attivazione funzionale del sistema nervoso (eustress) ed un’attivazione disfunzionale (distress) in questo caso si assottiglia; ed il cervello predispone l’organismo ad un meccanismo difensivo del tipo attacco/fuga.

Ecco perchè in questi casi rischiamo di avere reazioni sproporzionate, con il rischio notevole di commettere errori; oppure rischiamo di mettere in atto comportamenti superficiali, ma non per questo meno pericolosi, basati sulla cieca negazione del problema. 

Il nostro sistema di attacco o fuga, infatti, risulta adeguato nei casi di pericoli imminenti, l’attivazione fisiologica è in grado, in questi casi, di bypassare la nostra mente razionale, ma risulta del tutto inadeguato nel caso in cui il pericolo è prolungato o sconosciuto.

In questo caso abbiamo bisogno di bilanciare le nostre emozioni con un comportamento razionale in grado di riportare un minimo di equilibrio nelle nostre vite.

Cosa fare allora per cercare di proteggerci dallo stress e per evitare che la paura abbia il sopravvento?

Bene per prima cosa dobbiamo cercare di evitare di sovraesporci alla continua e compulsiva ricerca di informazioni sul tema. E con questo non voglio dire che non ci dobbiamo  aggiornare, questo equivarrebbe ad agire con un comportamento di tipo “fuga” di cui ho parlato sopra; ma significa innanzitutto assicurarsi che si stanno consultando fonti sicure ed affidabili o perlomeno ufficiali; inoltre è importante evitare di cercare informazioni in maniera spasmodica ed ossessiva durante tutta la giornata, per esempio è più utile cercare di fissare e rispettare dei momenti prestabiliti che ci consentono un informazione adeguata, per poi tornare ad impegnarci nelle normali attività quotidiane.

Un secondo consiglio è quello di cercare di riconoscere quando stiamo mettendo in atto comportamenti del tipo “attacco o fuga”, come per esempio sottovalutare i consigli delle autorità sanitarie, avere un atteggiamento di sfida, sentirsi disperato o spaventato durante tutto l’arco della giornata, sudare freddo, non  riuscire a concentrarsi o mantenere uno stato confusionale durante l’intera giornata.

E’ importante,in questi casi, riuscire a focalizzarsi sul “qui e ora”, concentrarsi su ciò che si sta facendo in quel momento ed evitare ruminazioni mentali; se è vero che il Coronavirus è contagioso, è anche vero che la maggior parte delle persone presenta comunque una sintomatologia lieve,per cui, se stiamo bene e stiamo facendo del nostro meglio per proteggerci, non c’è motivo di perdere la calma e di farci sopraffare dalla paura. 

Lo stress finirebbe per indebolire il nostro sistema immunitario e questo non è quello che vogliamo. 

A proposito di questo, è bene ricordare che, sebbene in via precauzionale, stiamo cercando di mantenere  una ridotta vita sociale che ci porta a passare più tempo dentro casa, specialmente adesso che le scuole sono chiuse; questo non ci deve rendere però preda di cattive abitudini. Continuare a seguire routine ed orari, per lo meno durante la settimana, ci può aiutare a mantenere uno stile di vita sano.

Una buona alimentazione ed un riposo adeguato, nei momenti di stress risultano necessari.

Un quarto consiglio è quello di proteggere i bambini.

Evitiamo di esporli ad informazioni allarmistiche durante la giornata, per esempio cerchiamo di non lasciare  tv o social costantemente accesi o aperti,  mentre siamo in loro compagnia; oppure  evitiamo di aggiornare la nostra amica di turno con una serie dettagliata di particolari su una situazione che ci ha colpito o spaventato .

Cerchiamo di dare ai bambini una comunicazione semplificata, ma chiara e sincera, di quanto sta succedendo, evitando ansie eccessive e ricordando che siamo lì per proteggerli e non per spaventarli. 

Non dimentichiamo che i bambini sono degli esperti nel linguaggio non verbale.

Aiutiamoli a ritrovare una nuova  routine, che alterna momenti ludici a momenti di studio più impegnativi, è utile per loro, ma è utile anche per noi, che riusciamo così a ritagliare degli spazi ricreativi personali.

Non chiudetevi nell’isolamento, se è vero che in questo momento ci viene chiesto di evitare il contatto diretto, non smettete di considerare l’altro una risorsa importante; non arrendetevi al clima di deprivazione sensoriale di questi ultimi tempi. La richiesta di non stare vicini non deve essere  confusa con la richiesta di non rimanere uniti, è proprio in questo momento che abbiamo bisogno di sentire la presenza dell’altro.

E se pensate che la paura e l’ansia vi creano un disagio eccessivo, non fatevi problemi a contattare un professionista, non vergognatevi di chiedere aiuto se lo ritenete necessario.

Ed infine, provate ad iniziare e finire la giornata con un nuovo mantra, che vi ricordi di mantenere la calma, il mio per solidarietà non può che essere questo: “Restiamo uniti e tutto andrà bene!”


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