Tra i Top ricercatori mondiali emerge la gastroenterologia italiana

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Eccellenze italiane nel mondo nella ricerca medica: nella classifica “Top-Scientists” di Plos Biology compaiono ben 27 gastroenterologi e la gastroenterologia italiana emerge tra le discipline mediche come una di quelle con il maggior numero di presenze tra i Top-ricercartori mondiali. Lo rende noto un recente studio, condotto da diversi centri di ricerca statunitensi tra cui la Research Intelligence olandese, che ha dato i voti ai ricercatori di tutto il mondo suddivisi in 22 settori e 176 sottosettori, dall’Agricoltura alla Fisica, dalla Statistica all’Ingegneria, dalla Biologia alla Medicina e tanti altri. Gli autori dello studio hanno preso in considerazione una serie di parametri tra cui il numero e la qualità delle citazioni, le autocitazioni, la posizione tra i co-autori di un articolo scientifico. Dalla più diffuse banche dati (tra cui Scopus e Google Scolar), sono stati analizzati gli articoli scientifici di milioni di ricercatori di tutto il mondo classificati per la produzione scientifica degli ultimi 20 anni e dell’anno 2017. Da questa analisi emerge come sono tantissimi i ricercatori italiani che occupano posizioni di prestigio nella classifica dei ‘Top-Scientists’ e tra questi i ricercatori di medicina e nello specifico in gastroenterologia.

Negli anni sono state numerose le scoperte di ricercatori italiani che hanno rivoluzionato il settore delle malattie gastroenterologi: dalla scoperta delle transaminasi (dei professori Fernando De RitisMario ColtortiGiuseppe Giusti nel 1955) fondamentale per la gestione delle malattie epatiche, l’ago e la tecnica della biopsia epatica ad opera del professor Giorgio Menghini nel 1958, il virus dell’epatite Delta scoperto da Mario Rizzetto nel 1977, senza tralasciare il ruolo che i ricercatori italiani hanno avuto nella terapia dell’epatite C che attualmente consente di debellare il virus in meno di tre mesi, nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali, nei tumori del fegato e nella identificazione le cellule staminali epatiche.Insomma, la tradizione della ricerca gastroenterologica in Italia continua a livelli d’eccellenza ed il riconoscimento che viene dal recente studio di Plos-Biology ne é una ulteriore conferma.

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