Chirurgia Plastica e Medicina Estetica

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Che lo si neghi o che al contrario lo si esibisca con orgoglio, oramai il “ritocchino” per sembrare più giovani, per correggere un difetto, per piacere e piacersi di più è all’ordine del giorno. Chirurgia estetica, chirurgia plastica, chirurgia ricostruttiva, medicina estetica, procedure invasive o non invasive, filler, trattamenti: sono tutte espressioni usate comunemente in modo pressoché interscambiabile, ma che hanno invece significati e aree di applicazione ben diverse e che oltretutto necessitano di lunghi percorsi di studio e di specializzazione da parte del medico. 

Forse allora non è un caso che l’ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) piazzi l’Italia al quarto posto nel gruppo delle prime cinque nazioni che da sole effettuano oltre il 40% di tutte le procedure estetiche nel mondo, come evidenziato nel recente documento Demand For Cosmetic Surgery Procedures Around The World Continues To Skyrocket – Usa, Brazil, Japan, Italy And Mexico Ranked In The Top Five Countries: un dato che implicitamente sottolinea l’elevato grado di competenza dei professionisti italiani su scala globale.

Per orientarsi meglio e capirne di più, The Journal of Italian Healthcare World ha intervistato il dott. Luciano Tracia, specializzato in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Attualmente svolge la professione a Dubai.

Dottor Tracia, innanzitutto facciamo ordine: quali sono le differenze e le sovrapposizioni fra Medicina estetica, Chirurgia estetica, Chirurgia plastica, Chirurgia ricostruttiva?

Esistono diverse scuole di specializzazione che un medico puo` intraprendere alla fine della laurea in Medicina e chirurgia. Oggigiorno tutte sono a numero chiuso e necessitano di un test di ingresso nazionale per potervi accedere. 

Nello specifico della domanda, l`unica scuola di specializzazione riconosciuta e` la Scuola di Specializzazione in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Tramite questo percorso di studi, della durata di 5 anni, è possibile acquisire conoscenze approfondite, dettagli di tecnica e un enorme esperienza su tutte le procedure che riguardano la Chirurgia ricostruttiva, la Chirurgia post-oncologica, la Microchirurgia, la Chirurgia estetica e la Medicina estetica.

La parte della Medicina estetica (che comprende tutte quelle procedure non-chirurgiche che permettono un rimodellamento del volto, della pelle e dei volumi del corpo, come i trattamenti di filler o botulino) e della Chirurgia estetica (che comprende invece tutte le procedure chirurgiche, come mastoplastica addiva, addominoplastica ecc..) è diventata un must per tutte le età ed entrambi i sessi.

Tuttavia, la Medicina estetica non è vincolata alla figura del chirurgo plastico e, dal punto di vista legale, può essere svolta da qualunque laureato in Medicina e chirurgia, anche senza alcuna specializzazione.

Ciò ha portato alla nascita di corsi di studio biennali, senza test di ammissione, che si focalizzano solo su questa disciplina.

La figura del medico estetico non e` quindi una specializzazione; non è paragonabile alla figura del chirurgo plastico nel senso di medico specialista che ha affrontato un percorso ben più lungo e complesso per giungere a quel titolo.

Detto questo, il medico estetico che svolge con professionalità e qualità il proprio lavoro, senza travalicare i limiti imposti dal proprio percorso di studio, può comunque vantare ottimi risultati.

In che modo si colloca a livello internazionale la specializzazione italiana? 

La specializzazione in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica ottenuta in Italia è un Diploma Internazionale con valenza in tutto il mondo, sovrapponibile a tutte le altre scuole di specializzazione dei diversi paesi.

Durante questo percorso di studio e` possibile infatti trascorrere un periodo da 6 a 18 mesi in altre strutture in Italia o all`estero al fine di migliorare le proprie conoscenze, approfondire alcune tecniche e acquisire dai vari “guru” della chirurgia plastica le conoscenze che li hanno resi tali.

Come può allora orientarsi un paziente in Italia e all’estero?

La prima indicazione è sicuramene quella di rivolgersi alle giuste figure professionali, evitando di affidarsi a persone che magari non hanno neanche la laurea in Medicina. Come già accennato, non vi è una legge che regoli questa disciplina, quindi uno specialista in Chirurgia generale si può dedicare alla Chirurgia estetica, pur non essendo un chirurgo plastico, così come un medico estetico o un dermatologo si possono dedicare alla Medicina estetica. Naturalmente io sono di parte, ma dalla mia esperienza ritengo comunque che un chirurgo plastico, nella sua arte, possa garantire i risultati migliori e più affidabili. 

Lei infatti è chirurgo plastico: quali sono i motivi principali per i quali un paziente si rivolge a lei e quali sono i tipi di interventi nei quali è specializzato (su donne e uomini)? 

Ho avuto la fortuna di lavorare in diverse parti del mondo: dall`Italia, alla Spagna, Belgio, Svezia e adesso Dubai. Le richieste cambiano in base all`etnia e al sesso. Per quanto riguarda la Chirurgia Plastica, sicuramente l`intervento più richiesto rimane la Liposuzione spesso associata al Lipofilling. Tramite questa tecnica è possibile rimuovere gli eccessi di grasso da qualunque parte del corpo e trasferirlo in altre (di solito per rimodellare i glutei o i volumi del volto – Body contouring).

Un altro intervento molto richiesto è la Mastoplastica additiva o aumento del seno. Molti si cimentano in questo intervento considerato semplice. La vera difficoltà consiste nella scelta della protesi. Centinaia di combinazioni sono disponibili oggi sul mercato, ma in base alle misure del corpo della paziente, solo una è la protesi che si adatta perfettamente alla paziente e le permette di raggiungere un risultato armonico. Solo seguendo rigidi calcoli è possibile ottenere risultati perfetti e duraturi nel tempo.

“Le richieste cambiano in base all’etnia e al sesso”: anche secondo la sua esperienza sta aumentando il numero di uomini che ricorrono alla chirurgia estetica?

Ci sono specifici inestetismi nell’uomo, come la ginecomastia, che richiedono l`intervento del chirurgo plastico, ma oggigiorno la Chirurgia o la Medicina estetica non sono più un tabù e anche gli uomini si avvicinano ai trattamenti per ringiovanire la pelle, limitare la caduta dei capelli e modificare i profili del corpo.

Prima in effetti diceva che Medicina e Chirurgia estetica stanno diventando un must, non solo in entrambi i sessi ma anche a tutte le età. Esistono in tal senso limiti per la Chirurgia plastica ricostruttiva? E per quella estetica?

La Chirurgia plastica ricostruttiva è essenziale in tutte le età.

Permette di correggere una serie di malformazioni congenite come la labiopalatoschisi, di ripristinare le funzionalita` motorie a seguito di traumi come nei reimpianti di arti e nell`ambito dell`oncologia si dedica alla rimozione di tumori cutanei e alla ricostruzione mammaria postoncologica.

Dovrebbe essere presente in ogni ospedale e pronto soccorso.

La Chirurgia estetica si occupa invece di inestetismi. Tecnicamente non vi sono dei limiti precisi, ma sicuramente è più indicata in soggetti che hanno completato lo sviluppo somatico e hanno acquisito consapevolezza del proprio corpo. 

Secondo lei si può parlare di “mode” anche nel campo della Chirurgia estetica?

Sicuramente sì. 

I social media sono lo strumento di marketing più importante nel nostro lavoro, che attrae la maggior parte delle pazienti. E proprio per questo le pazienti molto spesso vengono in studio già a conoscenza degli ultimi trattamenti disponibili sul mercato, perché sponsorizzati dalla loro blogger preferita o da qualche altra celebrità. Poi sta al chirurgo dare le giuste indicazioni in base alla paziente che si trova davanti e proporre il trattamento più idoneo.

Allora qual è il suo segreto per evitare non solo gli errori più evidenti ma anche l’effetto “ciclostile”, con lineamenti tutti uguali ed espressioni cristallizzate?

Ritengo che da questo punto di vista il gusto personale del chirurgo e della paziente sia una aspetto fondamentale. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di ottenere risultati naturali e armonici. Con le giuste tecniche, conoscendo l`anatomia del corpo e del volto, si possono evitare gli eccessi che portano a espressioni innaturali e volumi sproporzionati. 

La reazione che cerco nelle persone che guardano una paziente che esce del mio studio e`: “Hai fatto qualcosa, sembri diversa, stai meglio, ma non saprei dirti esattamente cosa hai fatto”.

Quali sono le tendenze per il futuro dal punto di vista di tecniche, tecnologie e materiali?

In ogni campo della chirurgia si assiste continuamente a innovazioni e nuove scoperte. Per questo è fondamentale tenersi continuamente aggiornati, studiare, frequentare congressi e corsi. Per fare un esempio una famosa casa produttrice di protesi ha lanciato sul mercato un nuovo tipo di protesi con un microchip all`interno che permette quindi di monitorare le condizioni dell`impianto in qualunque momento, in maniera non invasiva, senza dover rimovere la protesi e tranquillamente seduti nello studio del medico.

Ringraziamo il dottor Tracia per l’estrema disponibilità e chiarezza nell’aiutarci a comprendere meglio le sfaccettature di un argomento del quale molto si parla e spesso poco davvero si sa, e concludiamo con una sua riflessione: “La Chirurgia Plastica ed Estetica, se eseguite dai giusti professionisti, rappresentano uno strumento che consente di migliorare la qualità della vita e realizzare i desideri dei pazienti”.

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