Chirurgia plastica: le cellule staminali sono la vera clinica della bellezza…naturale!

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L’eterna giovinezza è un’utopia, lo è stato anche per le matrigne di Raperonzolo e Biancaneve – storiche, ma sempre attuali produzioni di Walt Disney – e ormai ci siamo anche rassegnati ad un “patto con il diavolo” come quello che fa Dorian Gray nel romanzo di Oscar Wilde.

In età contemporanea, nel mondo dello showbiz ci sono esempi di donne bellissime come Monica Bellucci, Pamela Prati, Fiorella Mannoia, Milly Carlucci, Sharon Stone e Jane Fonda, per citarne solo alcune, che senza malefici hanno un aspetto giovane e curato tanto da essere riuscite a sfidare, con eccellenti risultati, gli anni che passano. Sophia Loren, 83 anni compiuti lo scorso settembre, è l’esempio massimo che si può invecchiare mantenendo un aspetto autentico.

Gli ultimi progressi della medicina estetica e della chirurgia plastica sono un valido aiuto per rallentare, in modo naturale, le lancette dell’orologio, permettendo così di avere seno florido, un lato B invidiabile, una pelle dalla texture liscia e luminosa priva di rughe, senza più ricorrere all’ intervento chirurgico e protesi da impiantare.

Secondo uno studio statistico realizzato dall’American Society of Plastic Surgeons ASPS, nel 2016 l’acerrimo nemico di tutti noi, il grasso, ha riscosso un gran successo perché sempre più utilizzato nella chirurgia estetica: è naturale e sicuro e nella stragrande maggioranza dei casi disponibile. Lo dimostrano i numeri: lo scorso anno, infatti, sono aumentati gli interventi di lipofilling al volto (+13%), ma soprattutto ai glutei (+26%) e al seno (+72%). Qual è la situazione nel nostro Paese? Secondo quanto riportato, in una nota, del presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) Paolo Palombo, “in Italia non disponiamo di dati statistici attendibili, ma detto questo il ‘polso’ rilevato dalla società scientifica che raccoglie l’80% dei chirurghi plastici italiani, tende a confermare il primato della mastoplastica additiva, l’aumento del seno con protesi”.

Gli studi scientifici sono andati oltre e c’è stato il debutto in chirurgia plastica delle cellule staminali, meglio note come mesenchimali, che essendo cellule multipotenti sono in grado di replicarsi in un numero di tipi cellulari limitato al tessuto in cui risiedono.

Per saperne di più abbiamo intervistato i fratelli (gemelli n.d.r.) dott. Roberto e Maurizio Viel, chirurghi plastici di fama internazionale e fondatori della London Centre for Aesthetics Surgery di Dubai e Londra.

Dr. Roberto e Maurizio Viel

“Il ringiovanimento della pelle – hanno spiegato i Viel – comprese anche la parte intima femminile e maschile, aumentare il volume del seno e dei glutei e rimodellare il corpo utilizzando le cellule staminali espanse derivate dal proprio tessuto adiposo (ADSC), sono realizzabili con una tecnica iniettiva sicura, naturale ed efficace che permette di sfruttare sia l’azione volumizzante del tessuto adiposo che quella rigenerante delle cellule staminali staminali”.

Un connubio vincente che oggi ha portato al superamento dei limiti del lipofilling, ovvero l’aumento di volume corporeo ottenuto mediante il trasferimento del grasso da una parte all’altra del corpo, ma con un riassorbimento “rapido” e l’inevitabile perdita del risultato in pochi mesi.

La rivista scientifica The Lancet, ha pubblicato uno studio clinico, condotto dall’Università di Copenaghen, dov’è stato confrontato, su un gruppo di volontari, l’impianto di grasso non addizionato di cellule staminali precedentemente espanse in coltura con quello arricchito di ADSC.

Dallo studio è emerso che è pari all’85% il volume ottenuto con il grasso ma si perde in soli 4 mesi, mentre lo stesso impianto eseguito con ADSC espanse in scaffold di tessuto adiposo – sempre considerando lo stesso arco di tempo – ha perso solo il 19% di volume.

Dott. Viel quindi per ottenere dei risultati duraturi nel tempo, non basta soltanto prelevare il grasso, che contiene una quantità scarsa di cellule staminali, e iniettarlo nelle zone da “volumizzare”…

“Per raggiungere gli obiettivi sono necessarie decine o centinaia di milioni di cellule staminali del tessuto adiposo che si possono ottenere solo dopo la coltura in Laboratorio”.

Come avviene la procedura? E quali sono i vantaggi?

“La tecnica avviene in due fasi: nella prima, si procede raccogliendo un campione di circa 10 ml (20-30 cc) di grasso durante una comune liposuzione eseguita in condizione di sedazione in anestesia locale. Il materiale verrà inviato a una Cell factory, nel nostro caso a Dubai, presso Bioscience Institute, dove le staminali mesenchimali verranno isolate, poste in colture per 12 giorni e crioconservate a -196° per un qualsiasi utilizzo futuro. Il giorno del reimpianto, si esegue un secondo prelievo di adipociti che verranno impiantati insieme alle staminali ottenute per fornire un supporto iniziale alle cellule espanse. Con il tempo, il grasso verrà gradualmente assorbito e sostituito da cellule adipose nuove, nate dalla trasformazione delle staminali in adipociti. Si potrà quindi modificare ogni volume, sia nell’immediato sia negli anni seguenti, grazie alla crioconservazione delle staminali nella cell factory. In sostanza, per diversi anni si avrà a disposizione una giacenza di staminali. Questo trattamento riduce i rischi legati agli interventi chirurgici invasivi, ricordiamo anche che si escludono complicazioni in quanto la procedura viene eseguita in sedazione e anestesia locale e non generale, e poi c’è una rapida ripresa alle attività quotidiane”.

Una sorta di “banca della bellezza” alla quale poter attingere nel tempo e a seconda delle esigenze. È utile anche nella ricostruzione mammaria post-chirurgia oncologica?

“Sì, perché oggi la ricostruzione mammaria oncologica con innesto di grasso arricchito con cellule staminali garantisce una maggiore longevità del trapianto”.

Quali sono i risultati che si ottengono rispetto alle tecniche tradizionali?

“In linea generale i risultati sono istantanei e duraturi in quanto si ha una maggiore flessibilità nel plasmare i tessuti, conferendo i contorni e le forme esattamente come richiesto dal paziente. I risultati individuali possono comunque variare a seconda di diversi fattori, inclusa la quantità di tessuto adiposo disponibile e la quantità di volume che si desidera aumentare”.

Il desiderio è però spesso accompagnato dal timore che le aspettative possono non corrispondere alla realtà. Ci si domanda quale sarà il “nuovo” aspetto dopo l’intervento. Grazie a Crisalix, il software di realtà virtuale in 3D o 4D, anche questo limite è stato superato. Potreste spiegare di cosa si tratta? Quanto è utilizzato questo sistema?

“Grazie a quest’ultimo ritrovato, abbastanza utilizzato, è possibile avere una visione ‘reale’ del risultato finale, è come fare un viaggio nel futuro! È un sistema di simulazione con innesto di grasso che viene utilizzato per il viso, ma soprattutto per il seno. È sufficiente caricare 3 foto standard della paziente e insieme al chirurgo si stabilisce il volume che si desidera raggiungere, considerando tutti gli aspetti fisici. La paziente avrà a disposizione un occhiale grazie al quale, con l’utilizzo del pc o dello smartphone, potrà vedere in tutte le prospettive il risultato come se già avesse eseguito l’intervento. Una volta stabilita qual è la giusta misura con la quale la paziente si sente a proprio agio, si procede con il trattamento con estrema tranquillità. Basta collegarsi al sito per vedere il video”.

Quali sono gli altri trattamenti che offrite e quali quelli più gettonati?

“Oltre ai classici botox, filler ed interventi di addominoplastica, sta prendendo piede il ringiovanimento facciale con utilizzo del proprio grasso. Tra gli interventi più comuni c’è la liposuzione con sistema Vaser, ovvero l’utilizzo della forza degli ultrasuoni che consente uno scioglimento del grasso e quindi una maggiore facilità di estrazione dello stesso. Rispetto alla metodica tradizionale è un sistema molto più accurato, meno traumatico e aiuta anche a dare una migliore retrazione cutanea.

Un altro trattamento molto popolare è il ringiovanimento del volto con la tecnica del face lift con cicatrice corta, noto con il nome “vertical lift”. Si esegue in anestesia locale con sedazione attraverso due piccole incisioni, per l’appunto verticali ed invisibili, poste lungo la linea di attaccatura dei capelli che consentono di tirare i muscoli e la cute del viso e del collo verso l’alto. Il risultato, rispetto al tradizionale lifting facciale, è molto più naturale perché anziché tirare la pelle e i tessuti in direzione laterale, questo trattamento va a riempire dove è necessario. Il vertical lift è nato proprio con l’intento di restituire forma e volume al volto con una direttrice per “verticale” e non un aspetto “tirato” che invece siamo abituati a vedere. Un trattamento che oggi si sta diffondendo è quello del ringiovanimento e miglioramento delle parti intime con lifting o infiltrazioni di grasso e filler. Per gli uomini si tratta della peno plastica con il trapianto di grasso nella zona intima, per le donne invece il ringiovanimento vaginale che, oltre ad un fattore estetico, aiuta a una migliore idratazione della stessa”.

Questa tecnica è un nuovo trend in crescita, come lo dimostrano gli ultimi dati dell’American Society of Plastic Surgeons ASPS secondo i quali, negli States, questi interventi hanno infatti registrato lo scorso anno un aumento del 39%.

Da cosa dipende questo andamento? La domanda crescente è la conferma che sono caduti determinati tabù?

“Più che il superamento di alcuni tabù finalmente si è arrivati a capire che oggi, con le nuove tecniche che si hanno a disposizione, si possono effettuare trattamenti validi e sicuri anche in quella parte del corpo che non veniva considerata dal punto di vista estetico. La subspecialità della chirurgia ginecologica-estetica sta aumentando sempre di più perché non si tratta solo di un ringiovanimento, ma anche un valido aiuto, con il laser e la radio frequenza, dopo la meno pausa”.

Chirurgia estetica a 360 gradi. C’è chi è disposto a tutto pur di somigliare ad una celebrità. È cronaca recente che una ragazza di 22 anni, Sahar Tabar, di origini iraniane, si sia sottoposta a 50 interventi di chirurgia estetica per somigliare all’attrice Angelina Jolie. La giovane avrebbe progressivamente modificato il suo corpo e perso 40 chili, come ha dichiarato al sito belga Sud Info.

Cosa ne pensate? Vi è mai capitato di ricevere da parte di pazienti richieste bizzarre? E quanti no avete detto?

“Quando un paziente arriva dal chirurgo plastico con l’intento di somigliare ad una celebrità, si inizia con il piede sbagliato perché non si ricorre alla chirurgia plastica per diventare simili a qualcuno altro. Il fine è quello di ringiovanire e migliorare il proprio aspetto e non trasformarlo. Nella nostra carriera abbiamo ricevuto delle richieste bizzarre, ma abbiamo preferito dire di no”.

In conclusione, quali sono i vostri consigli a chi intende sottoporsi a trattamenti di chirurgia plastica?

“Innanzitutto, fare una buona ricerca personale e avere una consultazione aperta con lo specialista. È importante ricevere dal chirurgo una completa informazione: la conoscenza dei risultati, dei possibili rischi e delle complicazioni perché sono interventi, più o meno aggressivi, che richiedono un periodo di convalescenza e di recupero. È altrettanto importante affidarsi a validi professionisti e strutture ben consolidate. Stabilire inoltre un buon feeling e fiducia nel chirurgo al quale si affida il proprio aspetto”.

Come disse Marilyn Monroe, una delle donne più belle e famose del XX secolo: “Io voglio invecchiare senza lifting facciali. Io voglio avere il coraggio di essere leale al viso che mi sono creata”. Se proprio non si ha il coraggio di restare leali al proprio viso e corpo, viste anche le continue tentazioni messe in campo dalle nuove metodiche della ricerca scientifica, ricorriamo alla chirurgia plastica… ma quella naturale!

Articolo di Nicoletta Mele pubblicato su Health online. 

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