L’epilazione Laser: Come eliminare i peli superflui

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Dal detto “donna baffuta, sempre piaciuta” alle frasi celebri di Antonio Albanese nel film Qualunquemente “Il pilu è buon umore, il pilu è reddito, il pilu è operositàà, il pilu è qualitàà, il pilu è lavoro, il pilu è sviluppo”, la questione “depilazione sì o depilazione no?” accende sempre forti dibattiti.

La depilazione di alcune parti del corpo come gambe, braccia, inguine e ascelle è un argomento di particolare interesse soprattutto tra le donne. Ma la storia racconta che la rimozione dei peli è stata un’abitudine molto diffusa anche tra i maschi. Gli uomini delle caverne si rasavano il corpo con i denti di belve affilati, non solo per distinguersi dagli animali, ma anche perché durante la caccia invernale i peli si congelavano e provocavano dolorosi geloni. Solo con gli egiziani, la depilazione è diventata un’abitudine che associava igiene, estetica e purezza spirituale tant’è che rasavano tutto il corpo compresa la testa e le sopracciglia. Il loro strumento era un rasoio di rame. Anche i romani apprezzavano il corpo depilato: donne e uomini delle classi agiate, per adeguarsi alla moda, ricorrevano a rasoi rudimentali, pinzette, pietre e creme. Una delle pioniere della depilazione è stata Cleopatra che invece del rasoio preferiva usare una sorta di ceretta molto simile a quella che si fa oggi ma con lo zucchero. Ma il vero “debutto in società” delle strisce di ceretta risale agli anni ’60. Un altro metodo di depilazione storico è stato quello con il filo, un’invenzione delle donne arabe ancora oggi apprezzato ed utilizzato. Rasoio, ceretta, filo, creme, sono gli strumenti che hanno fatto la storia della depilazione, ma oggi grazie allo sviluppo della tecnologia è possibile ricorrere ad altri metodi sempre più efficaci come l’epilazione laser. Sembra che la diffusione di questo nuovo trattamento stia mandando in pensione i vecchi strumenti. È davvero così?

Come funziona l’espiazione laser? È adatta a tutti tipo di pelle? È indolore? E elimina definitivamente i peli non rendendo più le donne schiave di rasoi, cerette e creme?

Dr. Ilaria Saredi

Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Ilaria Saredi, medico specialista in Medicina Generale e Aesthetic Laser Therapist.

Dottoressa, qual è la differenza tra epilazione e depilazione? Cosa si intende per epilazione laser? E si può parlare di una soluzione definitiva o solo di una riduzione dei peli?

“Esiste molta confusione fra i due termini; la depilazione rimuove solamente la parte visibile del pelo dall’epidermide, mentre l’epilazione rimuove anche la parte invisibile all’occhio nudo, cioè il bulbo pilifero. Il pelo origina nel sottocute da una struttura chiamata bulge, che diventa quindi obiettivo, insieme al bulbo pilifero stesso e la matrice (contenente nervi e vasi), del fascio di energia del laser. L’epilazione laser si basa sul principio della fototermolisi selettiva. Dobbiamo generare livelli di calore sufficiente per danneggiare le strutture del pelo (bulbo e bulge), mantenendo il calore generato nelle aree circostanti (tra cui la cute stessa) a livelli che non causino danneggiamento. Riusciamo a compiere proprio questo grazie alla fototermolisi selettiva, e cioè all’assorbimento selettivo della luce del laser nel follicolo pilifero, aggiustando i parametri del laser per risparmiare i tessuti della pelle da calore eccessivo.

Il laser permette di scaldare quindi la struttura che genera il pelo a 70°C, uccidendolo in modo irreversibile. La definizione di epilazione permanente è in relazione al ciclo di crescita del pelo. L’epilazione viene considerata permanente quando una quantità significativa di peli non ritorna per un periodo di tempo più lungo del ciclo di crescita completo. Alcuni studi hanno evidenziato l’assenza di ricrescita su un periodo di 10 anni.

I peli seguono tre fasi di crescita; Anagen, Catagen e Telogen. Nella prima fase (Anagen) il bulbo cresce, nella seconda (Catagen) va incontro ad una fase di stallo dove non cresce né cade, e nella terza (Telogen), c’è una perdita del pelo. Ogni zona del corpo ha una percentuale di peli in ogni fase diversa, e una durata diversa di ogni fase di crescita. Basti pensare che nel cuoio capelluto abbiamo circa l’85% dei capelli in fase di crescita attiva (Anagen), e che questa fase dura circa 2-6 anni. I peli ascellari invece hanno solo circa il 20% dei peli in fase di crescita (Anagen), della durata di circa 4 mesi. Se tutti i peli fossero nella stessa fase allo stesso momento, perderemmo completamenti i peli (inclusi i capelli!) ad intervalli”.

È adatto a tutti i tipi di pelle? Ci sono limiti di età?

“La melanina – presente nel pelo – è l’obiettivo principale dell’epilazione laser, competendo purtroppo con quella nell’epidermide, sebbene meno abbondante di quella nel follicolo pilifero. La melanina influenza il colore della pelle, ed esiste in una varietà di colori (con un mix tra eumelanina, che da un colore marrone a nero, e pheomelanina, che da un colore da biondo a rosso). Altri determinanti del colore della pelle sono la vascolarità e lo spessore. Più è scuro il pelo, migliore sarà l’assorbimento della luce del laser da parte di quest’ultimo. I peli rossi sono più difficili da trattare rispetto a quelli scuri; e quelli biondi i più difficili in assoluto. I peli bianchi invece, non sono trattabili con il laser perché il bianco riflette la luce e non c’è in pratica nessun assorbimento della luce laser. Per questo motivo il laser non diventa più un’opzione estetica per le persone in età avanzata con peli bianchi. Per le pazienti più giovani invece, il laser è possibile fin dalla pubertà in caso di peluria eccessiva. Sarà necessario consigliare la paziente riguardo le zone da trattare, ed avvertirla che cambiamenti ormonali futuri (come il completamento della pubertà o una gravidanza) potrebbero indurre una ricrescita dei peli.

Quando trattiamo un paziente con il laser, è importante distinguere i vari fototipi fra di loro perché questo determinerà il tipo di macchinario che possiamo usare in modo sicuro ed i parametri energetici che dobbiamo utilizzare per evitare di provocare lesioni alla pelle. Ogni pelle, da una Nicole Kidman ad una Whoopi Goldberg può ottenere buoni risultati con l’epilazione laser; ma il laser utilizzato non sarà lo stesso. Le pelli si classificano in fototipi secondo la Scala di Fitzpatrick (da I a VI) a seconda della fotosensibilità, ovvero di come reagisce la pelle al sole. Generalmente, più alto è il numero, e più è scura la pelle, ma è principalmente un indice di fotosensibilità”.

A chi è fortemente sconsigliato?

“Il trattamento di epilazione definitiva con laser non viene realizzato in gravidanza a causa dei cambiamenti ormonali che potrebbero indurre reazioni avverse quali fotosensibilità e iperpigmentazione (ricordiamo il melasma per esempio). Inoltre, sebbene la luce laser non contenga radiazioni ionizzanti, e non conoscendo le ripercussioni a lungo termine sui feti; si preferisce sconsigliare questo tipo di trattamento nelle pazienti in gravidanza.

La controindicazione principale, sebbene non assoluta, al trattamento di epilazione laser è la fotosensibilità, ovvero episodi di rossori o scottature in caso di esposizione solare. Questo tipo di reazione predispone ad una reazione avversa al laser e pazienti di questo tipo non andrebbero trattati se non con un patch test per il laser precedentemente. Il patch test consiste in una prova con il laser con 3-4 pulsazioni in una zona nascosta per controllare la tolleranza di quel tipo di laser e di quei parametri. Dovrebbe sempre essere fatta prima di incominciare una sessione su una zona completa. A seconda del fototipo del paziente, sarà poi richiesto di aspettare fra 20 minuti e 2 giorni prima di poter iniziare la sessione sulla zona desiderata. Un’altra controindicazione è la pelle scura con peli bianchi, non c’è melanina in questi peli mentre l’epidermide ne sarà ricca quindi si rischiano bruciature e risultati inesistenti. I pazienti con Herpes labiale che trattano la zona periorale (baffetti per esempio), rischiano una recrudescenza dell’herpes. In questi pazienti è a discrezione del medico che supervisiona questi trattamenti prescrivere un trattamento anti-virale da prendere prima, durante e dopo la sessione laser per evitare riacutizzazioni. Chi avesse un herpes labiale attivo dovrà posticipare la sessione dopo la scomparsa della lesione. Un’altra controindicazione è una storia di cicatrici cheloidee, oppure un’abbronzatura importante. In questi casi si preferisce aspettare che l’abbronzatura scompaia. Alcuni farmaci, tra cui gli anti-ipertensivi, antibiotici, anti-acneici orali, antinfiammatori (ibuprofene!) sono fotosensibilizzanti e vanno evitati prima della sessione. Se questo non fosse possibile, si consiglia di posticipare la sessione di 7-14 giorni per evitare fenomeni spiacevoli di fotosensibilità”.

Quante sedute sono necessarie per raggiungere ottimi risultati? Già dai primi trattamenti è visibile un miglioramento? E quanto tempo deve passare tra una seduta e l’altra?

“A causa del ciclo del pelo variabile da zona a zona, e di ogni individuo, come linea generale si raccomandano 6 sessioni a circa 6-8 settimane di distanza l’una dall’altra. Se in ogni sessione bruciamo circa il 15-20% dei peli, va da sé che in 6 sessioni avremo raggiunto circa il 100% dei peli. Tuttavia, alcune pazienti necessiteranno di 1 o 2 sessioni in più a seconda delle zone per avere risultati ottimali. Fin dalle prime sedute sarà possibile vedere la perdita dei peli, a partire da 2 settimane dopo la sessione. I peli in fase Anagen saranno stati trattati e cadranno spontaneamente nelle due settimane successive alla sessione. Tuttavia, questi risultati non saranno duraturi; perché circa 6-8 settimane dopo i peli che non erano in fase Anagen ci ritorneranno e cominceranno a crescere, necessitando quindi un’altra sessione per ucciderli. Inutile rifare una sessione prima di vedere una ricrescita perché l’obiettivo del laser (la melanina del bulbo pilifero) non sarà presente e quindi il laser non scalderà che la cute”.

È necessaria una preparazione prima di sottoporsi al trattamento? E qual è la lunghezza ottimale che deve avere il pelo?

“Nessuna preparazione particolare salvo rasare i peli la sera prima. Astenersi dall’applicazione di creme, talco o profumi dopo la doccia sulla pelle che verrà trattata. Bisogna ricordarsi che il deodorante può essere infiammabile quindi è bene evitare di applicarlo il giorno della seduta o rimuoverlo accuratamente prima di recarsi alla seduta laser. Durante la terapia il pelo viene bruciato e si può sentire quel caratteristico odore di pelo bruciato. Per questo è meglio non avere peli lunghi, e per questioni igieniche è preferibile rasarsi la sera prima per evitare di avere la pelle irritata il giorno della seduta laser. Inoltre, il pelo lungo non rasato sprecherà l’energia del laser sul pelo fuori dalla cute, e la vaporizzazione del pelo può contribuire a scottature. Un’ulteriore accortezza necessaria è di evitare di esporsi al sole per almeno 2 settimane prima e dopo il trattamento”.

È un trattamento doloroso? Ed è prevista l’applicazione di una crema anestetica?

“Il trattamento non è più doloroso grazie all’avvento di nuove tecniche di raffreddamento che permettono di definire la terapia laser più fastidiosa piuttosto che dolorosa. Il trattamento laser prevede varie possibilità di raffreddamento della pelle, tra cui uno spray rinfrescante insieme all’impulso laser, l’applicazione di gel e sistemi di ventilazione. Alcune cliniche permettono l’utilizzo di una crema anestetica, ma per l’utilizzo del laser in campo dell’epilazione lo sconsiglio. È importante che la paziente senta se l’energia è troppa in una data zona e che avverta il terapista laser in modo da abbassare l’energia. L’utilizzo di creme anestetiche, oltre ad avere effetti sistemici se assorbiti su un’ampia zona, riducono la sensibilità e quindi uno dei nostri sistemi di difesa contro le scottature”.

L’epilazione laser è un metodo innovativo ed efficace. Rispetta la pelle? Quali potrebbero essere gli effetti collaterali? E quali sono gli accorgimenti da adottare dopo ogni seduta?

“L’epilazione laser rispetta la pelle se viene fatta in maniera corretta, il rischio di bruciare c’è sempre se non si sono rispettate le regole; da parte del terapista ma anche da parte del paziente. Il paziente dovrà ricordarsi di segnalare sempre qualsiasi farmaco orale o topico assunto nelle 2 settimane precedenti al trattamento, in modo da permettere un’identificazione tempestiva di sostanze potenzialmente fotosensibilizzanti. I farmaci antinfiammatori non steroidei quali per esempio l’ibuprofene, sono molto fotosensibilizzanti, e richiederebbero una sospensione di almeno una settimana prima di effettuare un trattamento laser. Anche vari antibiotici possono aumentare la sensibilità della pelle alla luce del laser e pertanto andrebbero segnalati all’operatore laser per assicurarsi che si possa procedere alla terapia in quel giorno. Altri effetti collaterali, che possono seguire una reazione di fotosensibilità iniziale sono l’iperpigmentazione o ipopigmentazione della zona trattata. Alcuni studi hanno evidenziato un possibile utilizzo del laser al Neodimio Yag (Nd:Yag) per l’iperidrosi (eccessiva sudorazione). Alcuni pazienti hanno riferito una diminuzione della sudorazione in seguito al trattamento della zona ascellare. Il riscaldamento della melanina nel bulbo del follicolo pilifero dalla luce del laser permette di danneggiare anche la base della ghiandola eccrina la cui funzione è quella di regolare la temperatura e permettere la sudorazione. Dopo le sedute di laser, è meglio evitare di applicare creme o lozioni, deodoranti per un giorno ed astenersi dall’abbronzatura per 2 settimane. Chi dovesse trattare zone del viso è consigliato di utilizzare sempre una crema ad alta protezione (SPF 50+) quotidianamente, e di riapplicarla durante la giornata per evitare fotosensibilizzazione e iperpigmentazione (macchie scure)”.

Qual è il periodo dell’anno migliore per sottoporsi al trattamento e quale invece fortemente sconsigliato?

“Il periodo dell’anno migliore è sicuramente durante l’autunno-inverno, quando perdiamo l’abbronzatura estiva e i raggi solari sono meno forti rispetto all’estate. Tuttavia le donne che abitano in zone del mondo soleggiate tutto l’anno possono fare trattamenti laser, se hanno l’accortezza di non esporsi le 2 settimane precedenti il trattamento al sole (e le 2 settimane seguenti). Bisognerà utilizzare un laser adeguato ad un fototipo superiore per evitare di colpire l’epidermide”.

La depilazione delle parti intime è in aumento ed è molto diffusa tra i giovani, sia tra le ragazze che tra i ragazzi. Secondo uno studio apparso sulla rivista Jama Dermatology, condotto da ricercatori del dipartimento di urologia e di ginecologia dell’Universitàà di California a San Francisco che hanno analizzato le abitudini di oltre 3 mila donne tra 18 e 65 anni, è emerso che l’83% elimina i peli pubici, metàà lo fa completamente. Le motivazioni, secondo i ricercatori, sono più di carattere estetico che funzionale.

Dottoressa Saredi, che ne pensa? L’epilazione laser è adatta per tutte le parti del corpo compresa quella intima?

“L’epilazione laser è oramai fatta con consuetudine nelle zone intime, e sebbene si tratti di zone più delicate, spesso più sensibili e quindi con trattamento leggermente più fastidioso, non ci sono reali controindicazioni.

L’epilazione nelle zone intime può invece risolvere problemi di follicolite ricorrente, molto fastidiosa per chi ne soffre”.

Le pagine di gossip raccontano che la diva Elizabeth Taylor dopo aver letto un libro dedicato ai segreti di bellezza di Cleopatra, tra i quali un rito che prevedeva la rasatura del viso, ha voluto imitare la Regina d’Egitto per avere un incarnato perfetto ed interpretare al meglio il personaggio nello storico film “Cleopatra” del 1963.

Dott. Saredi, l’epilazione laser è indicata anche per il viso?

“Si, il laser può essere utilizzato per i peli terminali sul viso, oltre che sul collo. Oramai vediamo sempre più uomini trattare la zona della barba, spesso irritata in chi indossa camice e cravatte ogni giorno. I peli che non possono essere trattati sono invece i peli fini, sottili chiamati pelo vello, che non sono peli terminali e come tali non beneficeranno del trattamento laser. I peli biondi possono essere trattati con Luce pulsata o laser al rubino, ma conviene sempre farsi consigliare da un medico”.

Lo strumento contiene radiazioni nocive?

“I laser non contengono radiazioni ionizzanti nocive per la salute, tuttavia ci sono alcune precauzioni da tenere quando si utilizzano. Il laser per l’epilazione può provocare danni gravi oculari a livello della retina e come tale vanno sempre utilizzati con occhiali schermanti la lunghezza d’onda del laser utilizzato. Il paziente e terapista laser dovranno entrambi indossare gli occhiali adeguati durante le sessioni”.

Depilazione laser con luce pulsata. Cosa si intende? E quali sono le differenze con la depilazione definitiva laser?

“La luce pulsata non appartiene alla categoria dei laser. La luce pulsata (o IPL, da Intense Pulsed Light), contiene una lampada che emette luce intensa sotto forma di pulsazioni. Non è lo stesso meccanismo fisico del laser e pertanto non viene classificato come tale. Permette di emettere luce ad ampio spettro e utilizzando dei filtri può essere utilizzata per varie funzioni; epilazione laser, ringiovanimento cutaneo, rosacea, trattamento di discromie e teleangectasie”.

Per chi non vuole recarsi ad un centro specializzato, in commercio ci sono anche alcune versioni casalinghe del laser con luce pulsata. Cosa ne pensa? Quanto è importante rivolgersi ad un professionista?

“Le versioni di laser ad uso domestico non sono veri Laser perché appartengono alla categoria dell’Intense Pulsed Light (IPL, o Luce pulsata). Pertanto, questi sono sconsigliati a chi ha la carnagione di tipo mediterraneo scuro, in termini tecnici chiamata Fototipo IV secondo la scala di Fitzpatrick. La differenza tra fototipo III e IV è che il fototipo III diventa prima rossa poi si abbronza, mentre il fototipo IV si scotta di rado e diventa rapidamente abbronzato. Il rischio di queste apparecchiature “fai da te” è di non selezionare il fototipo corretto e potenzialmente causare danni alla pelle quali scottature. L’altro problema è l’energia utilizzata, che a volte non è sufficiente per dare un risultato soddisfacente. Il mio consiglio è di affidarsi ad una struttura con trattamenti laser o luce pulsata sotto controllo medico per essere sicure di ottenere risultati soddisfacenti e sicuri per la propria pelle (e portafogli!)”.

Quali sono i suoi consigli?

“L’utilizzo efficace del laser in campo estetico è un atto di bilanciamento fra calore sufficiente per rimuovere o trattare l’obiettivo senza scaldare esageratamente la pelle per evitare il punto di danneggiamento irreversibile. Una corretta conoscenza del macchinario e del principio di funzionamento dei raggi laser è essenziale ai fini di un trattamento ben condotto, soddisfacente nei risultati ma sicuro per la pelle. Consiglio sempre di affidarsi ad una struttura con un medico responsabile del trattamento, che potrà valutare particolarità del paziente che necessitano di modifiche nel protocollo di trattamento, e consigliare al meglio per ottenere risultati ottimali e sicuri”.

Articolo di Nicoletta Mele pubblicato su Health online. 

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